L'orto di ottobre si accinge al meritato riposo


Ho alzato la testa dalle Rose e i fiori settembrini e siamo a Ottobre . Non sono solo sbadato verso le cose di tutti i giorni, è che l’orto a volte mi imbroglia e il tempo  insolito di questi giorni ambienta il tutto in un accenno di autunno ancora caldo di giorno e  ben  fresco a calar del sole.

























E’ Ottobre e ammiro l'aria autunnale che ha già coinvolto l’orto dove i ragni sui rami dell’ olivo  e l’alloro  fabbricano le loro geometriche trappole. L’umida foschia mattutina ammanta questo pezzetto di terra disordinato ma produttivo. 
























Un collega amava  ripetere: che l’orto vuole vedere l’uomo in faccia. Amo l’orto ma spesso lo lascio a se stesso faccia un po come vuole nel suo naturale scompiglio. Io mi gusto ciò che mi dona e non dirò mai abbastanza quanto amo le sue colorate sfumature autunnali.




Guardo il cavolo che  in questo periodo è il Re dell'orto, con quelle foglie meravigliose verde-blu prende il posto al pomodoro ormai appassito sui tralicci abbandonati. 



E ripeto a me stesso quanto è magnifico questo orto, anche se in parte incolto. Ma è anche vero che da ora in poi la terra si accinge al meritato riposo. 

Comunque a mia difesa voglio condividere il detto di un amico il  Maestro Giardiniere Ortolano Heman Kruser:  Fare meno, rispettare i cicli di vita delle piante, la loro forma e struttura, il loro modo di integrarsi con l’ambiente,questo  regala anche tempo. Non solo frutti più gustosi. Ma tempo qualitativo.

Per esempio e questo lo aggiungo io: il lusso di  fare qualche foto e godersi l’avanzare dell’autunno.  

Il Giardiniere Valente   


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